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Pizza, allegro, ciao, paparazzi, espresso: le parole italiane entrate in altre lingue raccontano rotte commerciali, spartiti, emigrazioni, film e campagne pubblicitarie. Alcune conservano quasi intatto il significato originario, altre cambiano pronuncia, grammatica e uso. Seguendo questi prestiti linguistici si scopre un’Italia meno compatta di quanto suggeriscano gli stereotipi: una lingua passata attraverso città marinare, teatri, famiglie emigrate e consumi globali.
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