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Figurati — imperativo di «figurarsi» diventato formula di cortesia: «prego», «non si preoccupi», «ma figurati!». Polivalente e onnipresente.
Terribile — aggettivo per qualcosa di molto brutto.
Noioso — aggettivo che significa «che annoia».
Ascolta — imperativo di «ascoltare» usato per richiamare l'attenzione prima di parlare.
Arrivederla — commiato formale.
Bello
Ciao — il saluto e il congedo informale più diffuso in italiano; una sola parola per «salve» e «arrivederci».
Un attimo
Caspita — interiezione lieve di sorpresa, ammirazione o enfasi: esclamazione educata, adatta a ogni contesto, che sostituisce espressioni più forti.
Con piacere — frase cortese di accettazione.
Eh — interiezione onomatopeica e invariabile dal significato polivalente: a seconda dell'intonazione può esprimere assenso, esitazione, rassegnazione, richiamo …
Ce la faccio — frase di capacità.
Che schifo — interiezione colloquiale di disgusto.
Spero — prima persona singolare di «sperare».
Ottimo — interiezione di approvazione entusiasta e aggettivo superlativo di «buono»: come esclamazione vale «benissimo!»; come aggettivo indica la massima quali…
Per favore — la formula di cortesia più comune in italiano per accompagnare una richiesta. Letteralmente «per favore».
Vero — aggettivo («vero», «vera») e interrogativa finale («...vero?» = non è così?). Esprime verità e richiesta di conferma.
A domani
Mah — interiezione di dubbio pensoso, più lieve di «boh». Segnale di esitazione, scetticismo o perplessità, spesso a inizio risposta.
Tutto sommato — locuzione avverbiale che introduce un giudizio complessivo dopo aver soppesato vari elementi. Più riflessivo di “in fondo”.